L’idea – Partendo da zero

l'idea

Creare un video partendo da zero non è semplice, bisogna sapersi orientare al meglio per affrontare in modo proficuo una fase di studio approfondita sul tema da trattare. Un video parte da un’idea che può nascere per conto proprio o per necessità, come quando qualcuno ci commissiona un video con delle richieste specifiche. La prima fase quindi è quella di strutturare in modo pertinente l’idea in base al risultato che speriamo di ottenere.

Per quanto riguarda i progetti filmici o di cortometraggio è necessario stilare un breve soggetto per fissare in modo chiaro gli spunti visivi e gli elementi fondamentali, come vicende principali e personaggi. La serie di percorsi che si generano nelle relazioni instaurate tra i personaggi e gli ambienti scorteranno lo spettatore a scoprire, pezzo dopo pezzo, cosa vogliamo veramente dire con la nostra idea. Questi percorsi si muovono attraverso parole, immagini e musica andandosi ad incastrare in una struttura che si rende utile proprio per incanalare l’attenzione dello spettatore verso la direzione voluta.

Se si vuole sviluppare un’idea cinematografica, che sia un cortometraggo o un lungometraggio, servirà una buona conoscenza delle strutture di base da poter utilizzare per tracciare un percorso sicuro in cui è impossibile perdersi. “Il paradigma” di Syd Field e “Il viaggio dell’eroe” di Vogler rappresentano un ottimo strumento da studiare a fondo per iniziare.

Attenzione però a non cadere nella banalità di un film troppo accademico che segue uno sviluppo talmente strutturato sui modelli classici, da non riservare alcuna sorpresa allo spettatore. E’ importantissimo infatti ricordare che anche se il cinema è un’arte giovane, ha sempre più di cento anni ed ormai i nostri occhi e il nostro modo di pensare si sono abituati a un certo tipo di comunicazione.

Nelle fasi di stesura di una sceneggiatura è sempre bene seguire l’istinto e l’ispirazione ma concedersi la libertà di non ricorrere a nessuna struttura è una scelta che va fatta con coscienza perché si rischia facilmente di creare qualcosa che non verrà compreso come vorremmo.

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