Setup Payoff – Quando appare l’inevitabile

setup payoff

La tecnica narrativa che riguarda il setup e il payoff di un determinato evento può avere diverse funzioni a seconda di come lo si utilizza. L’effetto che più si va ricercando utilizzando questo tipo di impostazione narrativa è quello, da una parte di giustificare ciò che sta accadendo in modo naturale, dall’altra di sorprendere l’attenzione del pubblico svelando situazioni che precedentemente potevano sembrare senza senso.La sceneggiatura di un film contiene tantissime informazioni che riguardano la storia che vogliamo raccontare non solo in merito alle vicende ma anche per ciò che riguarda le atmosfere, le metafore e gli ambienti che vogliamo proporre. Il pubblico leggerà le immagini generate dalle parole scritte in maniera scandita, le percepirà secondo l’ordine prestabilito dalla narrazione.

Setup e Payoff – Giustificazione e Epifania

Ogni avvenimento più o meno importante che sia, ha bisogno di trovare un posto specifico all’interno della storia per poter subire la sua giusta evoluzione ed essere compreso agli occhi del pubblico. La tecnica del setup e payoff non suggerisce altro che questo e cioè seminare le informazioni necessarie al pubblico per capire i risvolti  e le pieghe che il nostro film prenderà successivamente.

Se ci fermassimo qui risulterebbe di certo un’affermazione scontata ma guardando nel dettaglio si possono trovare spunti ed utilizzi molto particolari del setup e payoff che permettono, a volte di catturare l’attenzione dello spettatore verso una possibile soluzione solo perché gli facciamo intuire che la storia stia procedendo verso una certa direzione, altre volte, possiamo facilmente causare delle “epifanie”, momenti in cui il pubblico si riconcilia con l’andamento della storia nella certezza di essere al passo con quello che si sta raccontando.

Setup e Payoff – Come Utilizzarlo

Riuscire ad utilizzare con disivoltura questa tecnica permette allo sceneggiatore di spargere informazioni che poi avranno una loro catarsi in eventi successivi ma ben comprensibili. L’esempio più classico riguarda la visione in un dettaglio o in una scena apparentemente privav di senso, di una pistola, ceh poi nell’arco del film sicuramente sparerà ma per mano di chi? e verso chi?

L’esempio è calzante perché descrive al meglio il potenziale di questa tecnica che messa in atto durante tutte le vicende più importanti che scandiscono l’andamento del film nell’arco dei vari atti, rendono la narrazione apparentemente naturale incolando letteralmente lo spettatore allo schermo.

Se lo spettatore è posto nella condizione di comprendere le preoccupazioni o i problemi che circondano il personaggio, ci si rispecchierà in maniera quasi automatica nella sua storia e nel suo modo di vedere le cose. Il pubblico si lascierà quindi trasportare per tutta la durata del film senza troppe perplessità in un continuo gioco di setup e payoff.

L’importanza quindi di seminare indizi e suggestioni tra le scene iniziali che possono anche apparire disancorate o fuori dal contesto ma che permettono poi di raccogliere i risultati facendo combaciare alla perfezione le conseguenze di determinate vicende in principio soltanto intuibili, è ciò che rende un film o una storia davvero avvincenti in qualunque contesto la si applichi.

Che riguardi un film d’azione o sentimentale: far sapere alcune informazioni riguardo le sensazioni, le speranze o i pericoli che coinvolgono un personaggio rende inevitabile la partecipazione sentimentale da parte del pubblico che percepisce ogni tassello come parte della storia, ne segue ogni dettaglio per capire e per vedere come andrà a finire.

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