Show, don’t tell – Raccontare le immagini

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Mostrare invece di raccontare o mostrare per raccontare è una tecnica ormai largamente conosciuta di derivazione anglosassone. Uno scrittore, nella stesura della propria storia, dovrebbe sempre tenere conto di questo approccio fondamentale che riguarda la “messa in scena” degli avvenimenti attraverso un particolare “punto di vista”.

Ogni lettore senza quasi accorgersene, riesce a ricevere molti più stimoli e possibilità interpretative da una storia in cui i personaggi si manifestano attraverso comportamenti, emozioni e reazioni scaturite dal naturale avvicendarsi della narrazione, rispetto ad un racconto farcito di commenti e spiegazioni che inevitabilmente rallentano la lettura e scostano l’attenzione dalle vicende e dall’azione.

Show, don’t tell – Azione e Dialoghi

La tecnica show don’t tell pretende quindi che si utilizzino solo azioni e dialoghi per far muovere i personaggi all’interno della storia evitando di riportare tutto quello che non si può visualizzare. La parola d’ordine è “show”, drammatizzare, ma non si può fare affidamento solo su questo aspetto.
Dettagli importanti che coinvolgano tutti i sensi, usati dove possibile, catapultano il lettore all’interno della storia. Odori, colori, rumori, canzoni di altri tempi, fanno leva sui nostri ricordi e ci catapultano immediatamente in vicende e luoghi legati al nostro passato o alle nostre esperienza personali.

Show, don’t tell è un metodo e va preso per quello che è. Rappresenta uno spunto, una guida come tanti altri metodi studiati per la scrittura creativa. A seconda della destinazione che avrà l’opera che vogliamo realizzare possiamo più o meno prenderci delle licenze.

In questo interessante articolo, redatto da Dawn Copeman “How to show don’t tell” si trovano molti esempi pratici per approfondire i metodi in cui questo metodo può essere applicato. Inoltre è possibile trovare moltissimi libri che si muovono verso una narrazione visiva efficiente e di sicuro impatto ecco di seguito alcuni must che si dovrebbero sempre avere a portata nella propria biblioteca:

 

 

Show, don’t tell –  Per il cinema!

Scrivere per il grande schermo richiede un’attenzione particolare rispetto a questo metodo. Nella stesura di una sceneggiatura è fondamentale non riportare mai commenti e spiegazioni ma solo azioni e dialoghi. In un film è possibile inserire delle informazioni che non derivano direttamente dalle esperienze mostrate durante le scene, ma che possono far parte del passato del personaggio attraverso l’utilizzo di voce fuori campo o flashback di vecchia maniera. Queste soluzioni possono essere giocate in diversi modi e risultare efficaci se ben gestite, ma tutto dipende dall’effetto che vogliamo ottenere e dal tema che stiamo trattando.

Show, don’t tell – Per la narrativa

Se dobbiamo scrivere un libro o un racconto il discorso cambia radicalmente perché l’utilizzo esclusivo della mostrazione porta con sé diversi problemi come afferma anche James Scott Bell:

“A volte lo scrittore utilizza le spiegazioni come scorciatoie, per muoversi liberamente nelle parti più importanti della narrazione o della scena. Mostrare è essenziale per rendere le scene vivide. Se tentate di farlo costantemente, le parti che dovrebbero emergere non lo faranno e i vostri lettori saranno sfiniti”.

Scegliere la strada dello “show” e non quella del “tell” e quindi mostrare ogni cosa facendola succedere e non spiegandola, richiede l’utilizzo di moltissime parole in più rispetto ad un approccio che può sembrare più didascalico. In un romanzo scegliere la via esclusiva dello “show don’t tell” può avere un impatto importante sulla mole dell’opera, il lettore ha bisogno di momenti di respiro in cui poter raccogliere le idee e fare i conti con i personaggi e la loro storia. Un’eccessiva mostrazione, potrebbe facilmente risultare dispersiva soprattutto in contesti che abbracciano molti personaggi e diversi periodi storici.

Il consiglio fondamentale è quello di utilizzare tecniche e spunti come quella dello “show, don’t tell” per migliorare il proprio modo di scrivere e non per incastrarlo in un sistema solo perché sembra funzionare. Una storia deve essere scritta in modo che arrivi naturalmente a chi la legge, quasi in automatico e richiede una costante attenzione sul modo che abbiamo di farla procedere ed assimilare creando aspettative, momenti di riflessione e azione. Alcuni manuali ci vengono in aiuto spiegando a fondo diverse tecniche base ed avanzate. L’importante è esercitarsi continuamente cambiando man mano il modo di vedere e quindi raccontare le cose. Di seguito ecco alcuni manuali da non perdere:
 

Per chi conosce l’inglese sul sito The Write Practice è possibile consultare diversi approfondimenti sul mestiere dello scrivere. Gli articoli sono ricchi di esempi e spunti interessanti per capire nella pratica come applicare diverse tecniche oltre a quella dello show don’t tell.

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